II gaio dolore. Ogni lettore, anche di questo diario di poesie di Loretta Menegon, pensa ad un proprio titolo al posto di quello in copertina. Questo è “Neppure un lamento”. Dentro a quel “neppure” c’è un morso che addenta e gusta la gioia passata che, poichè tutto davvero passa tranne la trama della memoria, rende saporoso di gioia anche il dolore.
E’ uno scavo nella Psiche, questo quaderno di versi che in momenti di vertice toccano la commozione poetica, però, ed è segno di arte della poesia, sempre con una polivalenza di sensazioni.Uno di tali vertici? Quando abbiamo fame di baci”, e la nostra attesa “morde le ore”, d’improvviso la realtà impone per noi “un viso divenuto sconosciuto”. Loretta Menegon sfiora e reinventa la situazione di Saffo sotto le Pleiadi. La solitudine di quella eterna notte sola, sotto le stelle, si alza di tono. C’è l’altra persona. Ma l’amore è continuità sempre da reinventare. Invece il viso amato non è più al nostro passo. La trascrizione, trasferita nel lettore, di un suo frammento ci fa sentire lo scavo di felice profondità’ del poetare realistico di Loretta Menegon.
