MADRE
L’acqua delle mie gote
ha lavato
le tue spalle.
Eri forte, madre mia
ti confortavo,
mi confortavi.
Lo sguardo
assalito dalla notte,
dall’oscuro alito
nei giorni infiniti.
La paura
si stringeva a te.
Era notte, era giorno
smorivi nel ricordo
e l’inchiostro della sconosciuta notte
scrutava
l’oblìo del tuo sonno.
Sonno, riposo.
La gabbia del tempo
nutriva le tue fantasie
e rinchiusa
nel ferro della vita
ti spegnevi, a poco, a poco
senza luce, senza ombra
senza tempo, senza spazio,
sola.
